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Sutor ne ultra crepidam – Schuster bleib bei deinem leisten

27 Lug

Quantitative easing – Differenza tra FED e BCE

La FED acquista titoli di stato della nazione di cui e’ banca centrale. Si tratta di una partita di giro in quanto lo stato vende ad un suo ente dei titoli e quindi si indebita verso una banca da esso stesso posseduta. E’ una evidente forzatura, ma potrebbe essere utile per fissare, solo di massima tuttavia, il tasso di indebitamento. Quello che non e’ mai chiaro nelle azioni di qualsiasi governo e’ l’uso che di questo debito si intende fare. Quindi ogni vendita di titoli pubblici che serve per pagare capitale e interessi di debiti precedenti si configura come un indebitamento pericoloso che equivale all’usura. Se tuttavia lo stato si indebita a medio e lungo termine con se stesso sembrerebbe poco pericoloso. In realtà non e’ così perché spesso questi titoli tornano sul mercato quando gli investitori li trovano appetibili o vengono usati per pagamenti o, peggio, per garanzie.
L’uso corretto dei titoli di debito a medio e lungo termine e’ solo quello utilizzato per investimenti che si rivelano macroeconomicamente validi per la spesa prevista. Ogni altro uso e’ abusivo e danneggia l’economia così come per un privato  cittadino il pagare le spese per il vitto e le spese ordinarie con un debito a medio termine sempre crescente in quanto rinnovato alla scadenza per capitale e interesse. Ma questa ovvietà non e’ stata mai rispettata dai governi di qualsiasi paese, Italia inclusa.
Veniamo alla BCE. Questa banca centrale che ha caratteristiche pubbliche con capitale e, quindi, personale privato, e’ un’autentica anomalia ed un’invenzione che non sta in piedi dal punto di vista logico visto che il suo scopo e’ di mantenere costante il valore della moneta di cui e’ emettitore esclusivo, cioè l’euro.  Non e’ difficile, lo capisce anche un qualsiasi normodotato che avendo personale proveniente da banche private opererà, nella migliore delle ipotesi, secondo le idee e le prassi di queste e non certo secondo i progetti di sviluppo che (ahimè ) dovrebbero avere i politici. E sul quantitative easing bisogna dire che ha ragione la BCE, infatti evitare l’acquisto di titoli di stato degli stati europei ha lo scopo di evitare che questi si “incravattino” più di quello che sono adesso per la mala gestione del debito pubblico. A parte il fatto che questa e’ una banca centrale di molti paesi e sarebbe molto difficile ripartire gli oneri di questa operazione su stati diversissimi dal punto di vista dei comportamenti economici. Infatti questa diversità con la FED fa escludere l’uso del quantitative easing dalle attività della BCE.
Ma la BCE non dovrebbe andare oltre e mettersi a fare politica perché in quel campo fa solo danni come tutti i dilettanti, come sono purtroppo anche i nostri politici che hanno idee poche, ma in compenso confuse.
Ci testimonia dell’inettitudine della nostra classe politica la risposta alla lettera di Draghi e Trichet al presidente Berlusconi nell’agosto del 2011. A quella lettera la sola logica risposta sarebbe dovuta essere: sutor ne ultra crepidam,  ovvero Schuster bleib bei deinem Leisten ( forse questa la capirebbero meglio).
In quella lettera vengono imposti degli obblighi all’Italia che farebbero ridere, non gli economisti o i giornalisti o i politici, ma qualsiasi persona normodotata in grado di fare i conti della serva.
Chiunque sa che esiste una enorme differenza tra valutazioni macroeconomiche e microeconomiche. I signori Draghi e Trichet evidentemente la ignorano.
Infatti affermano che l’Italia deve privatizzare i servizi pubblici, sembrerebbe tutti.
Una persona che ragiona non farebbe mai questa affermazione perché conduce a costi insostenibili per una nazione, per una regione, per un comune.
Pensate per un momento cosa accade se l’acqua venisse  privatizzata. Il prezzo di vendita dipende dall’utile atteso dell’investitore che acquista, amplia, sottopone a manutenzione gli impianti. I costi sono gli stessi del servizio pubblico, ma i prezzi saranno molto più elevati. Infatti il prezzo di vendita del servizio pubblico deve essere sufficiente ad evitare che questa risorsa venga sprecata in quanto il beneficio macroeconomico dell’acqua si traduce in minori malattie, minori costi degli alimenti e, se fate bene i conti in sviluppo economico. Se non ci credete guardate le statistiche dei paesi sviluppati e quelli che non lo sono anche sulla base di questo elemento. Non faccio l’analisi economica perché sostengo che questo lo sa anche l’uomo della strada che non ha una particolare istruzione in quest’ambito.
Tralascio di fare un esempio sul trasferire il trasporto pubblico ai privati prendendo ad esempio la città di Roma per la comicità dei risultati in termini economici se si seguisse la proposta della BCE.
Un’altra chicca e’ la prescrizione di ridurre gli stipendi agli statali. Qui sarebbe interessante capire di quale cura psichiatrica hanno bisogno. Infatti neppure il liberismo più radicale sostiene che i lavoratori debbano essere pagati secondo le idee del governo, ma piuttosto a seconda dell’utilità che presenta il loro lavoro. Per cui se il discorso fosse stato: avete troppi dipendenti pubblici, quindi li dovete ridurre, si poteva anche accettare, una volta che il governo avesse verificato la veridicità della preposizione. Ma ridurre gli stipendi solo perché si vuole ridurre una spesa sembra una vera cretinata. Pensate se in un laboratorio di ricerca si proponesse di dimezzare gli stipendi ai ricercatori. Questi se ne andrebbero in cerca di migliori datori di lavoro con perdite miliardarie per i laboratori abbandonati. Farlo con gli statali significa presupporre che questi non lavorano e per questo costano troppo. Quindi la colpa non sarebbe dei lavoratori, ma dei loro responsabili, spesso di nomina politica. Quindi questi andrebbero licenziati, anziché dar loro stipendi da centinaia di migliaia di euro.
Ma la più grande fesseria riguarda il fatto che si chiede ai governi di migliorare i sistemi di previdenza per chi e’ disoccupato, invece di invitare i governi a creare occasioni di lavoro.
E qui e’ chiara la contraddizione con i presupposti che avrebbero animato questa iniziativa, cioè’ di far crescere l’economia. Ma se non c’ e chi lavora e si devono spendere i soldi per l’assistenza di quale  crescita stanno parlando?
Quando c’è una contraddizione ci sono cose che non si vogliono dire. Quindi la lettera fa schiattare dal ridere, ma e’un riso amaro perché chi comanda, cioè loro, ci stanno portando dove nessuno vorrebbe andare e certamente in un guaio peggiore di questo che stiamo vivendo.
E’ come se vivessimo una trama d’opera in cui tutto e’ descritto in modo pazzesco con situazioni da ospedale psichiatrico. Lo stato mentale dei nostri politici e’ simile a quello ad esempio del re di Spagna nel Don Carlos che si lamenta: Ella giammai m’amo’. A parte le caratteristiche fisiche poco attraenti dei regnanti di Spagna dell’epoca come mostrano i ritratti ufficiali, ma come poteva mettere in conto di essere amato da una giovane (la bella fidanzata) che era stata promessa in sposa al figlio e che lui aveva deciso, per motivi politici di sposare? E si meraviglia che la regina avesse il ritratto di Carlo e per questo la chiama adultera, senza un briciolo di prove, ma solo per la maldicenza di una cortigiana.
Bene i nostri politici quando si tratta di questioni professionali si importano così, quando si tratta di soldi sanno bene come fare i propri interessi. Infatti sapendo che sarebbe stata soppressa la tredicesima a statali e pensionati si sono fatti una riforma degli stipendi su 12 mensilità, così non verranno colpiti da quest’altro insano provvedimento che verra’ giustificato con le solite balle dal governo e dai suoi tirapiedi.
Quello che sorprende e’ la totale assenza degli italiani in questa situazione. Li stanno sfottendo, privando dei loro diritti, dei loro soldi e non fanno nulla. Forse non me ne sono accorto, questo e’ il paese del lotofagi e pensavo di essere in Italia, Europa, Mondo.

La letteratura scientifica di Elsa Fornero in relazione al suo modo di rapportarsi.

7 Feb

Le relazioni scientifiche della prof. Elsa Fornero si possono scaricare dal sito http://cerp.unito.it/index.php/en/publications.

Riguardano questioni abbastanza varie sul tema previdenziale, economico, finanziario, pensionistico.

Si tratta di studi aventi tutti lo stesso schema:

  1. analisi del problema
  2. modello di calcolo
  3. valutazione dei risultati

oltre al riassunto ed alle conclusioni.

Lo stile è tipicamente accademico, ma si osserva una trattazione molto superficiale delle valutazioni in condizione di incertezza, in particolare quando si parla di avversione al rischio.

Mi riferisco in particolare alla working Paper n. 123 con il titolo:

Explaining why, right or wrong, Italian Household do not like reverse mortgages.

(http://en.wikipedia.org/wiki/Reverse_mortgage)

La valutazione dell’avversione al rischio di un potenziale utilizzatore dello strumento finanziario è realizzata in un modo molto strano:

Viene fatto un test per accertare la conoscenza finanziaria del potenziale utente del reverse mortgage con alcune domande che determinano un punteggio di abilità come queste:

Guadagno

Immagina di essere in una stanza dalla quale si può uscire attraverso due porte: se si sceglie quella giusta, si vincono 10.000 €; se si sceglie quella sbagliata non si vince nulla. Naturalmente, non si sa quale sia la porta giusta. 

È anche possibile scegliere una porta posteriore e prelevare un importo fisso. 

Risposta: Si /no alla scelta della porta posteriore.

  • Se ho offerto € 100 per la porta posteriore, sceglierebbe tra le due porte o la porta sul retro?

 (Continua alla domanda successiva, se no.)

  • E se ho offerto 500 €? E se ho offerto 1.500 €? […] E se ho offerto 9.000 €?

Perdita

Immagina ora una situazione più difficile. È ancora possibile uscire dalla stanza attraverso due porte, ma se si sceglie quella corretta non si vince niente, se si sceglie quella sbagliata, perdi 10.000 €.

Si può anche scegliere una terza porta e perdere un importo fisso.

  • Vuoi pagare € 9.000 per uscire per la porta posteriore? 

Questo test potrebbe servire, con altre informazioni che qui mancano, per costruire la curva di avversione al rischio per il denaro, ma viene usato per tutt’altro scopo.

Questo è un tipico esempio di scelta in condizioni di incertezza che comporta la costruzione di un albero decisionale con l’indicazione delle probabilità e delle utilità di ogni esito derivante dalle scelte. Ogni persona ha una differente risposta al rischio in base al patrimonio su cui può contare e al valore che attribuisce al denaro secondo delle proprie curve personali.

Inoltre l’accettazione della porta posteriore senza sapere a priori (almeno dal testo così sembra) se comporta perdite (e di quale importo massimo) o vantaggi non può essere trattata in questo modo in quanto è molto più fortemente soggettiva la risposta individuale in merito, che comunque non è né giusta né sbagliata, ma può essere solo coerente con le idee del decisore.

Non si capisce da quale regola derivi il giusto o sbagliato degli autori: hanno ricevuto l’informazione per opera divina o semplicemente si attengono alla media delle persone, o altro? Comunque nell’articolo non viene detto.

La mancanza della variabile coerenza nelle scelte è un indicatore molto negativo sulla validità della teoria espressa perché quest’ultima manca di uno degli elementi fondamentali per la comprensione delle scelte per persone non psicotiche o non neurotiche.

Non è possibile, in un paese dove venga rispettata la libertà dei cittadini, discettare su come le persone debbano comportarsi nelle loro scelte fornendo dei precisi modelli a cui bisogna attenersi specialmente se non si tiene conto di variabili essenziali.

Non è il solo punto problematico delle opere scientifiche della Prof. Fornero. In tutte si osserva questa tendenza a dare dettami su quale è la scelta giusta senza tenere conto che ci sono altre possibilità altrettanto valide in condizioni di libera scelta.

La verità non è necessariamente quella che scrivono gli autori è, invece una conseguenza di precise regole che devono essere per libera scelta accettate. Non esistono regole a cui siamo obbligati a soggiacere.

Nel caso dell’articolo siamo certi che non si tratta di verità, se non in termini relativistici, infatti le premesse sono errate perché non coerenti, come abbiamo dimostrato.

Questo probabilmente dipende dalla totale mancanza di conoscenza dei metodi di valutazione in condizione di incertezza (forse gli autori conoscono il vecchio MiniMAx, e le valutazioni per punti sulla cui validità non crede più nessuno tranne loro, ma non credo che abbiano esperienza dei metodi dell’ingegneria della conoscenza).

Trovo anche che le complesse formulazioni dei modelli matematici non sono chiare perché non vengono espressi i termini di alcune variabili. Ad esempio non è indicato se il coefficiente di correlazione è un valore assoluto o relativo o percentuale.

La cosa non è senza importanza perché un coefficiente di correlazione superiore al 5% indica che la relazione tra le variabili è aleatoria o addirittura che non esiste.

Capisco che per chi opera in quell’ambito sia facilmente ricavabile, ma una maggiore precisione non guasta anche perché si ha il vezzo di scrivere queste relazioni solo in inglese come se dovesse leggerle tutto il mondo.

Il coefficiente di correlazione è il primo elemento che cercano quelli che leggono questo tipo di relazioni proprio per non perdere tempo dietro a eventuali farneticazioni.

In sostanza un comportamento in cui si stabilisce il vero ed il falso in base agli assunti personali e senza tenere in conto che altri potrebbero avere (legittimamente) opinioni e modi di vivere differenti è un sintomo abbastanza inquietante di come ci troviamo con un governo non di tecnici, ma di politici che scambiano le loro opinioni con la verità anche in contrasto con i fatti sperimentali o con la logica.

In fondo Mussolini faceva lo stesso: scambiava come vero ogni sua opinione; non è pertanto una impressione che dopo le leggi liberticide attraverso riforme che erano ben lungi dalle intenzioni dei costituenti come ad esempio i listoni elettorali (sono praticamente due preconfezionati anziché uno come quelli fascisti) ed altre amenità digerite senza battere ciglio dai nostri politici, oggi siamo daccapo a doverci liberare da una tirannia politica ed economica che si esprime attraverso questi sedicenti tecnici che in realtà sono loro (o chi li manda) oppressori del popolo italiano che non si sa cosa festeggia nel 150° anniversario dell’unità.

Sul problema se sia giusto o sbagliato fare dei “reverse mortgages” gli autori non esprimono una valutazione di carattere micro e macroeconomico forse perché non è difficile capire dov’è il “wrong”.

Ad esempio nulla viene detto se le operazioni di “reverse mortgages” disponibili in Italia siano tali da far pagare interessi su interessi per la capitalizzazione delle rate nel corso del rapporto. Questo elemento, oltre ad altri, sarebbe essenziale per prendere una decisione in quanto fornisce una indicazione del particolare onere derivante dall’operazione e del probabile contenzioso che ne può conseguire.

Gli autori fanno anche dell’accademia sull’inflazione con la domanda:

Supponiamo che un conto bancario produca un interesse del 2% annuo (al netto delle spese e tasse). Se l’inflazione effettiva è del 2% per anno (sempre che non si effettuino prelievi dal tuo conto corrente) dopo due anni, la somma depositata può comprare (selezionare una risposta):

  • Più di quanto non si può comprare oggi
  • meno di quello che si può comprare oggi
  • lo stesso di quanto si può comprare oggi (corretto) 
  • non può rispondere / non capisce.

A parte il fatto, noto anche ai ai minus habens, che il tasso di inflazione è un valore medio che si conosce al termine di un periodo e che per i beni specifici che si dovrebbero comprare si potrebbero avere dei valori anche molto superiori o molto inferiori. Un esempio è l’aumento del prezzo della benzina che proprio grazie alle tasse di questo governo è oggi enormemente superiore alle variazioni del tasso di inflazione ufficiale medio.

Quindi forse la risposta esatta è proprio di chi dice che non può rispondere o chi non può capire.

Fare  previsioni sull’inflazione è un esempio di applicazione dei metodi in condizione di incertezza e non, come sembra, quanto debba essere remunerato il proprio conto corrente per  non avere perdite perché in tal modo si ottengono risultati aberranti.

Se si considera che il modello matematico è basato su questi bei principi si può capire quanto possa valere.

Non so a che cosa servano questi articoli dal punto di vista scientifico, ma ci danno una importante informazione e cioè che abbiamo perso la nostra libertà di cittadini: siamo tornati sudditi e siamo in mano a dei politici dilettanti con tutta l’arroganza di chi crede di essere depositario della verità che, per altro, è ben lungi dal conoscere.

Rimandiamoli all’università, così minimizziamo i danni. Infatti gli studenti non sono obbligati a seguire i loro corsi.