THERE MUST BE A LINK BETWEEN PHYSICS AND EXPERIENCE

16 Dic

Salaria in invernoPropongo la traduzione di un breve appunto di Frank Ramsey riguardante il rapporto tra mondo fisico e l’esperienza di questo. La nota è tratta dal libro della prof.ssa Maria Carla Galavotti Notes on Philosophy, Probability and Mathematics ed. Bibliopolis. Al termine riporto il testo in lingua originale.

CI DEVE ESSERE UN LEGAME TRA FISICA ED ESPERIENZA

Ci deve essere un legame tra la fisica e l’esperienza. La verità sembra essere: ogni proposizione dell’esperienza è equivalente ad una proposizione della fisica che comprende “normale” o ” non allucinazione” come concetto fisico. Ma non viceversa. C’è un dizionario per l’esperienza nella fisica, non per la fisica nell’esperienza .

Ci deve essere un dizionario; qual è la relazione tra le proposizioni sui due lati di questo? In un senso l’identità in un altro senso l’assoluta incomparabilità, a seconda di come noi concepiamo il sistema secondario.

E’ buon senso dire che il mio spazio visivo è nel mio cervello .

Questo è ovvio perché sappiamo tutti che il mio cervello è il posto per quello, piuttosto che il mio alluce. Se l’affermazione è un nonsenso cosa ci fa pensare il cervello come luogo di applicazione più plausibile dell’alluce? Chiaramente la situazione è questa, per trovare ciò che accadrà nel mio spazio visivo io cerco di prevedere cosa accadrà nel mondo fisico, ma non in qualsiasi parte del mondo fisico, ma solo in una parte del mio cervello. Nel mio cervello si trova la parte del mondo fisico che dobbiamo osservare per trovare il mio spazio visivo. Questa connessione si può esprimere dicendo brevemente che il mio spazio visivo è nel mio cervello. (Naturalmente questo presuppone che sappiamo più di noi nel fatto di guardare fuori. I filosofi anticipano sempre i problematici progressi della scienza.) D’ altra parte il mio spazio visivo non è una parte del mio cervello dal punto di vista fisico.

Questo è il testo in inglese:

THERE MUST BE A LINK BETWEEN PHYSICS AND EXPERIENCE

There must be a link between physics and experience. The truth seems to be, every proposition of experience is equivalent to a proposition of physics including “normal” or “nonhallucination” as a physical idea. But not conversely. There is a dictionary for experience into physics, not for physics into experience.

There must be a dictionary; what is the relation between the propositions on the two sides of it? In a sense identity in a sense complete incomparability, according to how we conceive the secondary system.

It has a good sense to say my visual space is in my brain.

This is obvious because we all know my brain is the place for it, rather than my big toe. If the statement is nonsense what makes us think brain a more plausible insertion than big-toe? Clearly the state of affairs is this; to find what will happen in my visual space I try to foresee what will happen in the physical world, but not in any part of the physical world but only in part of my brain. In my brain lies the part of the physical world we have to look at to find out about my visual space. This connection we can express by saying briefly my visual space is in my brain. (Of course this supposes we know more than we do in fact use look outside. Philosophers always anticipate problematical advances in science.) On other hand my visual space is not a part of my brain from physical standpoint.

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