SPACE IS CLEARLY A PRIORI IN TWO WAYS

16 Dic

DSCN3566Propongo la traduzione di un appunto di Frank Ramsey riguardante ancora il rapporto tra mondo interiore e mondo fisico. La nota è stata tratta dal libro della prof.ssa Maria Carla Galavotti Notes on Philosophy, Probability and Mathematics ed. Bibliopolis. Al termine riporto il testo in lingua originale.

E’ molto importante l’indicazione del concetto di oggettività del mondo esterno e della soggettività (o meglio dipendenza dal tempo) di quello interno in particolare per le grandezze fisiche spazio e tempo.

LO SPAZIO E’ CHIARAMENTE UN A PRIORI IN DUE MODI

Lo spazio è chiaramente a priori in due modi.

Il primo come spazio visivo; la sua geometria non deriva dall’esperienza.

In secondo luogo lo spazio fisico è uno schema non derivante dall’esperienza, ma modificabile in dettaglio dall’esperienza. L’idea che un tale schema sia a priori è irresistibile.

La causalità è anche a priori come lo è spazio fisico.

Il tempo è forse con una doppia natura come lo è lo spazio e allo stesso modo in ogni caso a priori, forse no.

Che questi apriori debbano essere copiati nella teoria di una mente o, quello che è lo stesso, modificati, ha una spiegazione fisiologica.

Kant ha voluto dimostrare che in “questo è successo a me” tutti questi concetti sono coinvolti e che quindi il loro utilizzo è oltre ogni questione legittmo nei i limiti dell’esperienza. Anche questo è ovviamente così, in un certo senso, ma non è chiaro in che senso.

Questo è il testo in inglese:

SPACE IS CLEARLY A PRIORI IN TWO WAYS

Space is clearly a priori in two ways.

First visual space; its geometry is not from experience.

Secondly physical space is a scheme not from experience, but modifiable in detail by experience. The idea of such a scheme is a priori and irresistible.

Causality is also a priori just as is physical space.

Time is perhaps double as is space and similarly in each case a priori, perhaps not.

These apriorities must be copied in the theory of a mind or what is the same thing turned around, have a physiological explanation.

Kant wished to show that in “this happened to me” all these concepts are involved and that therefore their use is beyond question legitimate within the limits of experience. This is again obviously so, in a sense, but it is not clear in what sense.

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