THERE CAN BE NO THEORY OF TYPES SUCH AS RUSSELL’S

3 Ott

Schermata 57Potete trovare qui la traduzione di un breve appunto di Frank Ramsey pubblicato in lingua originale dalla prof.ssa Maria Carla Galavotti in Notes on philosophy, probability and mathematics ed. Bibliopolis. Al termine riporto il testo in lingua originale.

NON CI PUÒ ESSERE NESSUNA TEORIA DEI TIPI COME QUELLA DI RUSSELL

Non ci può essere alcuna teoria dei tipi come quella di Russell, perché sarebbe senza senso.

Russell parla dei significati dei suoi segni, e per un suo principio circolo vizioso dice che ricadono in certi tipi. ((Aggiunto: W. 3.33 1).

Quindi la sua procedura è in un certo senso una procedura negativa.

La grammatica distingue le parti del discorso, la confusione tra queste si traduce in non senso. Ciò dice che una data funzione (simbolo) deve avere un argomento (simbolo) che ha significato nel modo corretto, se il simbolo risultante deve essere significativo.

Questa procedura può quindi essere chiamata positiva.

Ciò non dà nessuna garanzia per distinguere tra le funzioni che assumono gli stessi argomenti; perché quando l’una può presentarsi in modo da avere significato così può anche l’altra.

Russell ha negato questo ed è stato coinvolto nell’assurdità di funzioni che sono diverse anche se “simbolicamente identiche”.

(Nella generale ambiguità sistemica) ((Aggiunto: Rif. ​​voluta)).

Una funzione predicativa e una di primo ordine differiscono in quello che rappresentano con i simboli in modi diversi; ma questa differenza non caratterizza il senso della proposizione e non è pertanto essenziale. ((Aggiunto: W. 3.341)).

1 Il riferimento è chiaramente al Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, cit.

E questo è il testo originale:

THERE CAN BE NO THEORY OF TYPES SUCH AS RUSSELL’S

There can be no theory of types such as Russell’s, for it would be nonsense.

Russell talks of the meanings of his signs, and by his vicious-circle principle says that they fall into certain types. ((Added: W. 3.33 1)).

So his procedure is in a certain sense a negative one,

Grammar distinguishes the parts of speech, confusion between which results in nonsense. It says that a given function (symbol) must have an argument (symbol) which means in the right way if the resulting symbol is to be significant.

This procedure may therefore be called positive.

It gives no warrant for distinguishing between functions taking the same arguments; for wherever one can occur significantly so can the other.

Russell denied this and was involved in the absurdity of functions which are different though “symbolically the same”.

(In general systematic ambiguity) ((Added: Ref. wanted))

A predicative and a first order function differ in that they symbolise in different ways; but this difference does not characterise the sense of the proposition and is therefore not essential. ((Added: W. 3.341))

1 Reference is clearly to Wittgenstein’s Tractatus Logico-philosophicus, cit.

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