On “I Can” – sul significato di “Io posso”

21 Lug

Come si suonano gli elettoriRiporto di seguito la traduzione di un appunto di F.P.Ramsey del libro “Notes on philosophy, probability and mathematics” pubblicato dalla prof.ssa Maria Carla Galavotti – ed. Bibliopolis.

Al termine riporto il testo originale in inglese.

On “I can”

“Per il soggetto che riflette, il segno caratteristico di azioni volontarie, come distinte da un movimento riflesso, sta nel riconoscimento da parte del soggetto che il fattore determinante per un’azione volontaria consiste nelle sue proprie rappresentazioni, che anticipano questa azione”; E. Mach analisi delle sensazioni traduzione inglese p. 173 1.

Di conseguenza Io posso = posso fare principalmente qualcosa che causa.

Posso eliminare il mio campo visivo = posso chiudere gli occhi che …

= Se penso di chiudere i miei occhi questi si chiudono e il mio campo visivo è annullato.

Questo è due volte una questione di esperienza.

Ma posso prendere in considerazione ciò quando desidero, cioè se si pensa di pensare ciò si pensa ad esso.

Un’intenzione di pensare è il pensiero  di pensare.

(ad esempio, sentendo una istruzione di pensare)

o un pensiero in un’altra lingua da quella in cui si pensa.

Potremmo sempre imbrogliare una teoria sulle nostre azioni volontarie.

Ovvero la formulazione completa della nostra natura (le leggi con cui reagiremmo a qualsiasi stimolo) non può non essere tale che non potremmo comprenderla e nonostante quella.

((Aggiunto a matita )) ∴ non si può stabilire la nostra natura

qual è la vera struttura di questo argomento

è puramente logico o dipende dalla tendenza empirica a contrariare.

1 Cfr. E. Mach, The The Analisis of Sensations, and the Relation of the Physical to the Physical New York: Dover Publ. 5th ed, 1906. Traduzione di Die Analyse der Empfindungen, Jena: Fischer, 1885.

E questo è il testo in inglese dell’appunto:

ON “I CAN”

”For the reflecting subject, the characteristic mark of voluntary action, as distinct from  reflex movement, lies in the subject’s recognition that the determining factor in voluntary action is his own presentations, which anticipate this action” E. Mach Analysis of Sensations English T((ranslation p. 173 1.

I can derivatively = I can primarily do something which causes.

I can annihilate my visual field = I can shut my eyes which…

= if I think of shutting my eyes they shut and my field is annihilated.

This is twice a matter of experience.

But I can think of it when I like i.e. if you think of thinking of it you think of it.

An intention of thinking is a thought of thinking

(e.g. hearing an instruction to think)

or a thought in another language from that in which the thinking is to be.

We could always cheat a theory of our voluntary actions.

i.e. the complete statement of our nature (the laws by which we would react to any stimulus) must be such that we couldn’t understand it and spite it.

((Added in pencil:))   we cannot state our own nature

what is the real structure of this argument

is it purely logical or does it depend on the empirical tendency to spite.

1 See E. Mach, The The Analisis of Sensations, and the Relation of the Physical to the Physical New York: Dover Publ. 5th ed, 1906. English translation of Die Analyse der Empfindungen, Jena: Fischer, 1885.

 

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