FICTIONS ARE NOT INFERENCES – Le fantasie non sono inferenze

21 Lug

messaggio_d_erroreRiporto di seguito la traduzione di un appunto di F.P.Ramsey del libro “Notes on philosophy, probability and mathematics” pubblicato dalla prof.ssa Maria Carla Galavotti – ed. Bibliopolis.

Al termine riporto il testo originale in inglese.

Le fantasie non sono inferenze

Lo vediamo meglio cominciando con la matematica.

√ 2 non è dedotto induttivamente

1 ha una radice quadrata

4 ha una radice quadrata

ecc.

∴ 2 ha una radice quadrata

Infatti io so e posso dimostrare che 2 non ha radice quadrata, nel campo razionale

In “vi è un numero il cui quadrato è due?” numero e radice quadrata devono avere un significato preciso e in questo senso la risposta è no.

La teoria moderna non è una sorta di scetticismo o di economia di ipotesi, ma è una mera questione di chiarezza di pensiero.

Ora per la domanda: se un gatto passa dal mio campo visivo e riappare io so che non è stato lì, nel frattempo; in nessuna parte in quello spazio c’è stato un gatto. La supposizione che è stato lì tutto il tempo è evidentemente falsa o priva di senso.

L’unico modo in cui potrebbe avere senso sarebbe se il mio spazio visivo si presentasse come parte di un tutto più grande, come un presente apparentemente vero, ma falso, sia una parte del tempo. Anche se fosse stato detto che è così, tutto quello che otteniamo è che un gatto è stato da qualche parte nello spazio visivo, proprio il mio spazio visivo, come nemmeno il più sregolato dubbioso penserebbe che un prolungamento del mio spazio visivo potrebbe appartenere a voi .

E infatti il mio campo visivo non è parte di un determinabile, è l’insieme.

E’ vero che noi siamo abituati a considerarlo come una parte, e in effetti una parte variabile di “Spazio”, ma questo Spazio non è già un dato, ma una costruzione, perché io non conosco né la posizione Spaziale, né la distanza Spaziale.

Questo è il testo originale in inglese:

FICTIONS ARE NOT INFERENCES

We see this best by beginning with mathematics.

√2 is not inferred inductively                    1 has a square root

4 has a square root

etc

∴2 has a square root

For I know and can prove that 2 has no square root, in the rational field

In “is there a number whose square is two?” number and square must have a definite meaning and in that meaning the answer is no.

The modern theory is not a kind of scepticism or economy of assumptions; it is a mere matter of clear thinking.

Now for the application: if a cat passes out of my visual field and reappears I know that it has not been there in the meantime; nowhere in that space has there been a cat. The supposition that it has been there all the time is palpably false or meaningless.

The only way in which it could be sense would be if my visual space presented itself as part of a larger whole, as the specious present is part of time. Even if it were said that It did,  all we get ((is)) that a cat has been somewhere in visual space, and indeed my visual space, as not even the wildest conjecturer thinks a prolongation of my visual space would get to yours.

And in fact my visual field is not part of a determinable, It is the whole.

It is true that ve are accustomed to regard lt as a part, and indeed a variable part of “Space”;  but this Space is already not a datum but a construction, for I am acquainted neither with Spatial position nor with Spatial distance.

 

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