THERE IS PRIMARY MEMORY

3 Lug

Schermata 44Riporto di seguito la traduzione di un’importante osservazione di Frank Plumpton Ramsey pubblicato nella lingua originale dalla prof.ssa Maria Carla Galavotti nel libro edito da Bibliopolis “Notes on philosophy, probability and mathematics”. Ogni contributo a migliorare la traduzione è ben accetto vista anche la complessità dei concetti espressi in questi appunti personali dell’Autore.

Questa è la traduzione:

Esiste una memoria primaria

Esiste una memoria primaria, ma il tempo potrebbe essere conosciuto senza di essa.
La memoria secondaria è come la percezione: posso guardare nel passato o meno a seconda che mi piaccia farlo; ma quello che vedo non è scelto da me.
La percezione del tempo sarebbe inutile, anche se esistesse.
Questo non può essere un mistero inspiegabile; se seguiamo la crescita di un bambino dobbiamo essere in grado di comprendere la coscienza del tempo come una legge attraverso la quale si determinano le esperienze del bambino.
Il problema metafisico è tra idealismo e pragmatismo (il “realismo” essendo fuori da tutto ciò) e attira l’interesse se si sa cosa si intende. Se no, non possiamo aprire la porta a qualunque teoria fantasiosa? Ci sono ovviamente dei limiti; in alcuni casi, so quello che voglio dire che cosa è quello che poi so (sempre per intere proposizioni?)?
La maggior parte dei nostri processi mentali si trovano al di sotto di una soglia, che posso sempre aprire e lasciarli passare; anzi quello che li tiene fuori è generalmente solo l’affollarsi dello stato di coscienza per altre idee. (Spesso ognuno mostra solo la sua faccia, ma non tutto il suo corpo). Io so quello che voglio dire, nel senso che io posso sempre quando provocato aprire la porta e permettere una descrizione di quanto si trova all’interno.
Ma secondo la visione idealista, solo il vedere, non il visibile, è reale.

A questo testo è indispensabile fare una annotazione a chiarimento:
E’ importante aver posto la questione del tempo come qualcosa che non ha riferimenti diretti con le caratteristiche fisiche dell’individuo, ma piuttosto come un elemento riguardante l’interpretazione dell’esperienza. Quindi il tempo non è un dato esterno all’uomo, ma piuttosto una sua creazione definita per meglio rapportarsi con il mondo esterno.
Se il tempo non è una grandezza indipendente dall’uomo si può concludere che essa esiste e si modifica finché esistono uomini che la usano per i loro scopi, come si usa la massa, la pressione l’ampére o il gauss. Senza l’uomo il tempo, come noi lo concepiamo, non esisterebbe.
Interessanti sono le conseguenze teologiche del “Realismo” in quanto sposta la questione dell’esistenza di Dio su un piano molto diverso da quello che comunemente viene considerato.
O si è accetta il panteismo che fa coincidere il mondo esterno con Dio (naturalmente con tutte le contraddizioni che ne derivano) e si ottiene la giustificazione di qualsiasi atto ed azione perché riferita all’unico Essere che non può avere contraddizioni e quindi ogni contraddizione è solo apparente (come la concezione hegeliana del mondo). Oppure si ammette che Dio, se esiste, è esterno al mondo sensibile, fuori dallo spazio-tempo che al contrario è il luogo dell’essere degli uomini liberi di pensare che Dio esiste o che non esiste e di fare le loro scelte senza costrizioni. Questo è coerente con la descrizione biblica della creazione dell’uomo a somiglianza di Dio come essere di relazione e libero. Infatti il Dio uno e trino è un essere di libera relazione che realizza il proprio essere nello scambio del reciproco amore tra Padre e Figlio attraverso lo Spirito.
Naturalmente possono darsi tutte le alternative possibili a questa concezione teista, ma è interessante come non precluda l’ateismo purché sia basato sulla libertà di scelta delle proprie azioni e non comporti relativismo logico con la conseguente perdita di qualsiasi riferimento che non sia semplicemente di egoistico pragmatismo. In questo caso l’ideologia sarebbe in evidente contrasto con la filosofia di F.P.Ramsey.
La concezione del tempo come variabile fisica creata dall’uomo rende impossibile l’accettazione della teoria ontologica della “Filosofia della Scienza” quando usa il tempo come grandezza assoluta esterna all’uomo per dimostrare che Dio e la creazione non servono a giustificare l’esistenza del mondo che sarebbe solo un <increato> esistente da sempre che passa da uno stato ad un altro attraverso le trasformazioni derivanti dalle leggi della fisica che sarebbero scritte nella natura stessa.
Come d’altra parte rende impossibile accettare la filosofia ontologica o causale che dimostri l’esistenza di Dio.
E’ anche importante osservare che il tempo non è necessariamente una grandezza fisica, ma è anche definibile come una serie personale che riguarda la propria conoscenza interna. L’uso come variabile fisica è stato adottato per la necessità di usare questo sistema di serie con regole uniformi ed accettate da tutti per gli usi pratici e della scienza. Quindi si tratta della definizione di una regola utilizzata universalmente per la praticità che questo sistema regolatorio comporta che è, comunque, in evoluzione; infatti la definizione di tempo che abbiamo oggi è diversa da quella precedente ad Einstein e certamente differente da quella dell’epoca medievale, ecc. ecc. La serie personale del tempo è soggettiva e si svolge con andamenti tipicamente personali. Infatti il trascorrere del tempo non solo dipende dalla psicologia personale, ma anche dalle situazioni occasionali in cui ogni individuo si trova.
Le scritture bibliche essendo basate sulla sola necessità della libera scelta dell’uomo sono coerenti con questa teoria sia che si accetti l’esistenza di Dio sia che non la si accetti. Ma si tratta sempre di una scelta personale basata su valutazioni induttive e quindi dipendenti dalla psicologia individuale.
Si comprende come il materialismo marxista basato sulla solidarietà di classe sia una emulazione della filosofia cristiana della fratellanza anche se viene ridotta ad una lotta di classe contro quanti non riconoscono alla classe operaia i suoi diritti. L’antitesi sarebbe destinata a scomparire con la realizzazione del socialismo dove tutti sarebbero classe operaia e quindi alla realizzazione di una specie di Gerusalemme celeste internazionalista di popoli che hanno raggiunto la giustizia sociale.

Questo è il testo originale:

THERE IS PRIMARY MEMORY

There is primary memory but time could be known without it.
Secondary memory is like perception: I can look into the past or not according as I like; but what I see is not chosen by me.
The perception of time would be no use even if it existed.
There cannot be an inexplicable mystery; if we follow the growth of a child we must be able to understand the consciousness of time as a law by which the child’s experiences are determined.
The metaphysical issue is between idealism and pragmatism (realism being out of it) and turns on whether one knows what one means. If not, do we not open the door to any fanciful theory? There are obviously limits; in some cases I know what I mean (? ever for whole propositions) what is it I then know?
Most of our mental processes lie below a threshold, which I can always open and let them through; indeed what keeps them out is generally merely the crowding of the stage of consciousness by other ideas. (Often each just shows its face but not its whole body). I know what I mean in the sense that I can always when challenged open the door and let an account of it in.
But on the idealist view, only the seen not the visible is real.

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