WE MUST REMEMBER – Dobbiamo ricordare

7 Giu

Nuove tasse per salvare le banche

Riportiamo di seguito la traduzione di un appunto di Frank Plumpton Ramsey  dal testo originale pubblicato a cura della prof.ssa Maria Carla Galavotti nel libro “Notes on Philosophy, probability and mathematics – ed. Bibliopolis.

Fa parte di appunti correlati con le discussioni delle teorie sulla conoscenza di Ludwig Wittgenstein e riporta anche un riferimento al filosofo hegeliano Bosanquet sul quale appare, come ovvio, molto critico.
Al termine viene riportato il testo originale. Ogni contributo a migliorare la traduzione è benvenuto.

Questa è la traduzione:

Dobbiamo ricordare

Dobbiamo ricordare che è davvero straordinario per noi riconoscere che una tautologia lo sia: gli aggettivi hanno significato solo per associazione con i casi del loro significato.
Il problema non è quello che facciamo, ma ciò che intenderemmo fare; ciò che noi intendiamo è un problema psicologico difficile; il significato consiste in gran parte nel discernere l’implicazione .
“Questa è una penna” è nel suo complesso certo, ma non necessariamente tutto ciò che facciamo in realtà noi lo sentiamo essere implicito in esso.
Al tempo stesso il significato deve essere distinto dall’ implicazione (contro Bosanquet).

“Io” ha una correlazione con il mondo; io e lui si possono distiguere solo con riferimento al mondo materiale.  è questa una confutazione Kantiana dell’ idealismo?

Aggiunto a matita:  No, ma è una confutazione del solipsismo.
I Problemi nel significato attraverso la presupposizione:
ad esempio problema del campo di applicazione della descrizione ecc. “Io so”, “Io non so”, “Io ~ conosco” e “Io osservo” sono affermazioni sui corpi = causa = tutti ma anche se ci fossero poche eccezioni non sarebbe un problema.

Queso è il testo originale:

WE MUST REMEMBER

We must remember that it is really remarkable for us to know a tautology to be one: adjectives only mean by association with instances of their meaning.The problem is not what we do but what we shall mean; what we do mean is a difficult psychological problem; meaning consists largely in felt implication.
“This is a pen” is in the main certain, but not necessarily all we do in fact feel to be implied in it.
At the same time meaning must be distinguished from implication (as against Bosanquet).

“I” is correlative to world; I and he only distinguished by reference to material world. ? is this Kant’s refutation of idealism.

Added in pencil:  No but it is a refutation of solipsism.
Problems in meaning through presupposition
e.g. problem of scope of description etc. I know I don’t know ~ I know and I observe are statements about bodies = cause = all but a few exceptions wouldn’t matter.

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