The general nature of philosophy (II) April 1928 – Il carattere generale della filosofia (parte II) Aprile 1928

8 Mar

Salaria in invernoQuesta è la traduzione della seconda parte degli appunti sulla filosofia di Frank Plumpton Ramsey. Il testo originale è riportato nel libro ” Notes on philosophy, probability and mathematics” Edited by Maria Carla Galavotti – Edizione Bibliopolis.

1. La filosofia consiste di analisi logica e di chiarimento, ma non tutto questo è considerato come filosofia, dal momento che il chiarimento delle idee di una scienza particolare, è spesso considerato come parte di quella scienza. Solo quando è di sufficiente rilevanza generale si chiama filosofia.
2. Ci sono difficoltà fondamentali sulla natura dell’analisi (o della filosofia) di cui possiamo assumere come prima domanda se esso riguardi cose o parole. Così risulta l’analisi di “la giustizia è la volontà del più forte”  il considerarlo come  elemento che  ci fornisce informazioni o sulla giustizia o sulla parola “giustizia”.
3. Sembra impossibile considerarlo come se riguardasse la giustizia, perché poi diventerebbe una pura tautologia; perché è evidentemente inteso come definizione non come descrizione. Non afferma il fatto che il più forte farà sempre ciò che è giusto, ma questo è ciò che è la giustizia, che “questo è giusto” e “questa è la volontà del più forte” sono la stessa proposizione. Di conseguenza, tutto ciò che abbiamo scoperto con nostro dolore è che la volontà del più forte è la volontà del più forte. La filosofia non è così banale come questo.
4. Una ragione in più per dire che l’analisi non è l’analisi di cose è che possiamo benissimo domandarci circa un’analisi di “il leone ha battuto l’unicorno”, nel qual caso non vi è nessun fatto da analizzare. Ovviamente, però, se volessimo potremmo sfuggire a questa obiezione.
5. Ma d’altra parte non è facile considerare “la giustizia è la volontà del più forte”, come riguardante parole. In relazione a quando ci chiediamo “cosa si intende con la parola  ‘giustizia’ “? :se non lo sappiamo, ciò che ci serve è un dizionario, e comunque la questione non è certo di filosofia. Se d’altra parte si sa, perché ce lo chiediamo?
6. Se si risponde “sappiamo che cosa significa, ma non sappiamo come analizzarla”, si sta assumendo un’analisi con riferimento non alla parola ma al suo significato, che è l’opinione smentita nel § 3.
7. Un’altra risposta inadeguata comunemente data è che abbiamo capito la parola “giustizia”, ma non sappiamo cosa significa. Ma se abbiamo capito, possiamo usarla nel suo senso proprio e quando ci viene chiesto il significato della parola si risponde abbastanza correttamente: la giustizia. Ovviamente questa risposta non aiuterebbe il nostro interlocutore; perché vuole una risposta che egli può capire, ma per noi che comprendiamo il significato della parola è una risposta perfettamente adeguata.
8. Né rimuove la difficoltà a spiegare il problema come il sistema di trovare una frase di certo tipo avente lo stesso significato di “giustizia”. Questo è, naturalmente, una sorta perfettamente reale di problema (del tipo di cui sono costituiti i puzzle cruciverba), ma la difficoltà è quella di vedere quando una volta trovata la risposta  che non vi può essere alcun dubbio sul fatto che sia giusta o meno. Non si può, a quanto sembra, comprendere le due frasi senza conoscere il loro significato, e se sappiamo che  cosa  significano  noi dobbiamo sapere se sono uguali o diverse.
9. Ciò che ci vuole per la soluzione di questo problema è un po ‘di ulteriore sottigliezza circa il significato e il credere, che va oltre le nostre nozioni comuni e mostra come, anche se comprendiamo che entrambe “a” e “b” significano la stessa cosa, ciò possa rappresentare per noi una preziosa scoperta.
10. Prendiamo in considerazione i fenomeni coinvolti; le parole hanno un significato; con queste  costruiamo frasi che noi affermiamo e noi poi crediamo ad un fatto costituito dai significati delle parole nella frase. La convinzione è una disposizione ad agire in qualche modo che è vantaggioso se tale fatto esiste e, in particolare, per riaffermare la frase o asserire altre frasi con lo stesso significato nelle occasioni opportune.
Il significato è quindi una relazione o un insieme di relazioni tra parole e oggetti, in modo tale che l’affermazione di una frase porta alla disposizione ad agire in modo adeguato al suo significato. Ma questo non avviene sempre, avviene effettivamente solo nei casi più semplici (se, proprio in questi). Parole comprese separatamente (cioè in altre combinazioni semplici) non possono essere comprese nell’insieme, o solo parzialmente comprese.

Questo è il testo originale:

The general nature of philosophy (II) April 1928
1. Philosophy consists of logical analysis and clarification but not all of this is regarded as philosophy, since the clarification of ideas of a particular science is often regarded as part of that science. Only when it is of sufficient general importance is it called philosophy.
2. There are fundamental difficulties about the nature of analysis (or philosophy) of which we may take first the question whether it relates to things or to words. Thus is a result of analysis such as “Justice is the will of the stronger” to be regarded as giving us information about justice or about the word “justice”.
3. It seems impossible to take it as being about justice, because then it becomes a pure tautology; for it is evidently intended as definition not as description. It does not assert as a fact that the stronger always will what is just, but that is what justice is, that “this is just” and “this is the will of the stronger” are the same proposition. Consequently all that we have discovered by our pains is that the will of the stronger is the will of the stronger. Philosophy is not as trivial as this.
4. An additional reason for saying that analysis is not analysis of things is that we can perfectly well ask for an analysis of “the lion beat the unicorn” in which case there is no fact to analyse. Obviously, however, if we wished to we could escape this objection.
5. But on the other hand it is not easy to take “justice is the will of the stronger” as being about words. For when we ask “what is meant by the word ‘justice'”? if we do not know, what we require is a dictionary, and anyway the question is hardly one of philosophy. If on the other hand we know, why do we ask?
6. If you answer “we know what we mean, but do not know how analyse it”, you are taking analysis to refer not to the word but to its meaning, which is the view refuted in § 3.
7. Another inadequate answer commonly made is that we understand the word “justice”, but do not know what it means. But if we understand it, we can use it in its proper sense and when asked what the word means reply quite correctly: justice. Of course this answer would not help our questioner; because he wants an answer which he can understand, but for us who do understand the word it is a perfectly good answer.
8. Nor does it remove the difficulty to explain the problem as that of finding a phrase of certain sort having the same meaaning as “justice”. This is, of course, a perfectly real sort of problem (the sort of which crossword puzzles consist), but the difficulty is to see how when an answer is once found there can be any doubt as to whether it is right or not. We cannot, it would seem, understand the two phrases without knowing what they mean, and if we know the thing they mean we must know whether they are the same or different.
9. What is wanted for the solution of this problem is some further subtlety about meaning and belief, going beyond our common notions and showing how although we understand both “a” and “b”, that they mean the same may come upon us as a valuable discovery.
10. Let us consider the phenomena involved; words have meaning; from them we construct sentences which we assert and we then believe in a fact consisting of the meanings of the words in the sentence. The belief is a disposition to act in any way which is advantageous if such a fact exists and in particular to reassert the sentence or assert other sentences with the same meaning on suitable occasions.
Meaning then is a relation or set of relations between words and things, such that assertion of a sentence leads to a disposition to act appropriately to its meaning. But this does not happen always, it can only be relied on to happen completely in the simplest cases (if, indeed in these). Words understood separately (i.e. in other simple combinations) may not be understood together, or only partly understood.

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