La causa della crisi economica non è del sistema finanziario ma dei politici

4 Feb

Conferenza stampaIn questa campagna elettorale tutti i politici parlano di economia facendoci scoprire che o non ne masticano o fanno finta di esserne profondamente ignoranti.

Berlusconi, che è stato al governo per almeno un decennio e, comunque, ha influito sulla vita politica italiana per venti anni, ha affermato varie cose poco condivisibili in materia economica. E non mi intrattengo sulla restituzione dell’IMU che è solo un sistema di “captatio benevolentiae” e non ha nessun rilievo in questioni di politica economica perché è solo dare con una mano per togliere con un’altra in modo non espresso perché sarebbe, per lui, controproducente. La sorgente dichiarata dei fondi per eseguire questa operazione è inattuabile nei tempi e nei modi annunciati oltre a creare un precedente negativo nella lotta alla criminalità. E’ invece solo una partita di giro a carico di qualcuno e a favore di altri.

Molto più rilevante, in quanto in grado di condizionare pesantemente il futuro del Paese è l’altra affermazione dei giorni scorsi con cui accusa l’euro di aver generato la crisi di liquidità dello Stato.

Afferma che con l’euro lo Stato non può più stampare moneta ed è condizionato nell’emissione di titoli di debito e quindi avrebbe perso la propria sovranità cedendola alla BCE ed ai burocrati di Bruxelles.

Sarebbe, secondo lui, possibile, per superare la crisi, uscire dall’euro per poter stampare la moneta che serve per evitare di avere alti tassi di interesse sui titoli di stato.

A parte l’evidenza in termini di stretta logica che questa soluzione porta a catastrofe monetaria, si nota alla base di questa affermazione un errore madornale. Non è vero che lo Stato non ha più diritto di signoraggio. Questo si esercita tuttora in una forma indiretta in quanto la moneta fabbricata dal sistema finanziario torna allo Stato attraverso il versamento della riserva obbligatoria. Il motivo di questo spostamento dalla zecca alle banche della creazione di moneta è legato proprio alla necessità di fare moneta quando serve per una transazione e non quando lo Stato ha bisogno di fare cassa. Con ciò, se tutto funzionasse regolarmente, il circuito bancario finanzierebbe le attività e lo stato tornerebbe padrone della moneta frazionalmente ogni sei mesi.

Il mancato controllo dei flussi finanziari e della loro corretta destinazione è da imputare allo Stato e quindi ai politici. Infatti se si fosse imposta una riserva obbligatoria maggiorata o tassazioni particolarmente elevate per attività di speculazione finanziaria (ad esempio per tutte le operazioni in odore di truffa alla Ponzi o di scommessa), si sarebbe tolto combustibile dal fuoco e si sarebbe punito il fare denaro su quelle operazioni che hanno portato al fallimento il sistema bancario.

La colpa dei politici è di aver lasciato in passato una liquidità eccessiva nelle banche applicando una riserva obbligatoria troppo bassa, mentre lo Stato doveva finanziarsi con il debito pubblico ed ai lavoratori veniva tolta la “scala mobile” con la scusa infondata che faceva inflazione. Pertanto il sistema finanziario per impiegare questa liquidità ha studiato operazioni ad alto rendimento e bassa solvibilità che normalmente verrebbero sanzionate se applicate dal comune cittadino.

Appena i crediti inesigibili si sono affacciati il sistema finanziario è fallito, non essendo più in grado di fare il suo mestiere di dare credito e si è trascinato dietro il debito pubblico e la tassazione di beni anelastici in quanto risorse certe. Quindi una recessione che non può che peggiorare se i politici non intervengono.

Fa anche pena un politico di lungo corso  che ci ripropone, per superare la scarsità di credito, l’uso dei fondi di garanzia per le imprese. Ma forse si tratta, come al solito di chi si diletta di “specchietti per le allodole” in periodo elettorale, perché magari sa benissimo che questa è solo propaganda.

Quindi la crisi è da imputare ai politici perché, pur avendo i mezzi per evitarla, l’hanno creata ed alimentata e ormai non sono più in grado di affrontare la situazione.

Impressionante è anche la dichiarazione del professore presidente che, a guardare agli studi fatti, dovrebbe masticare un po’ di economia.

Si è arenato sugli scogli dei suoi predecessori con la proposta, analoga a quella di Berlusconi, della riduzione delle tasse contro nuovi tagli alla spesa.

E’ un modo di vedere che mantiene e sistematizza tutti gli errori dei governi precedenti e mostra mancanza di competenza nell’ambito della qualità della spesa, o, peggio, fa promesse che non intende mantenere in quanto conosce bene il basso livello di popolarità che ha raggiunto con la nuova gragnola di tasse, la riduzione del welfare e le riforme che hanno peggiorato la situazione del lavoro e delle imprese.

Infatti le tasse, in una economia ben ordinata, dovrebbero servire a guidare l’economia e non a fare cassa. E’ una lettura impropria e da dittatorellli affermare che le tasse debbano essere origine delle fonti di finanziamento dello Stato.

Lo Stato si finanzia con tre risorse: il signoraggio, le tasse ed i titoli di debito a lungo termine.

Ognuno di questi finanziamenti ha precise indicazioni macroeconomiche. Il signoraggio e le tasse devono sostenere la spesa corrente. Quindi, è una situazione limite, se si verificasse che il signoraggio coprisse tutta la spesa corrente non occorrerebbe mettere tasse. I titoli di debito servono per le spese di investimenti che, a loro volta, devono dare un adeguato ritorno macroeconomico per  pagare capitale di prestito ed interessi. In altri termini questi titoli devono, come minimo, potersi pagare da soli, .

In Italia si è fatto ricorso a titoli di debito a lungo termine per coprire spese correnti o per spese senza ritorno macroeconomico. Anche da questo dipende la crescita (tuttora in ebollizione) del debito pubblico.

Se la politica è quella di tassare e ridurre la spesa si otterrà solo una riduzione delle capacità produttive della nazione e, di riflesso, un aumento del deficit. Il tutto viene comunemente sintetizzato con la riduzione del PIL, ma occorre ricordare che questo indicatore si occupa di scambi e quindi sconta gli effetti negativi delle manovre con ritardo in quanto è condizionato dalle riserve pubbliche e private.

Questa riduzione del PIL quindi non dipende da sfortuna o dai lavoratori che non vogliono lavorare (come afferma la Fornero perché ipergarantiti) o dalla congiunzione sfavorevole tra Giove e Saturno, ma da precise scelte politiche.

Da questa situazione si può uscire usando rigore, ma non quello di Monti che ne è una comica rappresentazione, se interverrà la politica con riordino della spesa pubblica e ripristino del normale e corretto sistema di credito alle imprese e alle famiglie.

Purtroppo nella situazione attuale l’aumento della riserva obbligatoria avrebbe conseguenze catastrofiche per l’aumento dei tassi reali e per il probabile fallimento del 90% delle banche che verrebbero private anche delle ultime risorse.

Quindi se si applicasse adesso semplicemente quanto non fatto negli ultimi 50 anni si otterrebbe un abbraccio mortale tra banche, imprese, privati e Stato che andrebbero tutti in fallimento.

Occorre invece un’azione non convenzionale e fuori dagli schemi che ripristini il credito alle imprese ed ai privati e mantenga in limiti accettabili il costo del debito cumulato dello Stato. Con l’attuale politica economica europea si potrebbe riuscire a farlo, ma occorre un potere politico in grado di guardare al bene comune e non certo quanto propongono in modo demenziale i partiti politici in questa campagna elettorale. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: