Condominio Europa

21 Mag

Condominio Europa

Condominio

Si possono spiegare le teorie di Keynes e del monetarismo (tipo Milton Friedman) a chi non è un economista con una similitudine con un classico problema condominiale: quello del riscaldamento centralizzato.

Immaginiamo un condominio di grandi dimensioni in cui è stato eletto da poco un nuovo amministratore per risolvere l’insoddisfazione dei condomini per la gestione dell’impianto di riscaldamento.

Si tratta di una vecchia costruzione con una caldaia per il riscaldamento surdimensionata rispetto ai consumi e con basso rendimento. L’impianto è vecchio ed i radiatori e le tubazioni sono molto incrostati per cui il calore di diffonde con difficoltà e grosse dispersioni.

Nel fabbricato alcuni condomini danarosi e prepotenti, contando sul fatto che nessuno può mettere il naso dentro casa loro, hanno rifatto gli impianti e sostituito i loro vecchi radiatori con altri nuovi e dotati di una superficie radiante molto maggiore di quella di progetto originale. Pertanto pagano meno di quanto consumano perché continuano a pagare per il consumo dei radiatori originari e più piccoli. In questo modo hanno ottenuto una temperatura ed un confort ottimali.

Gli altri condomini sono più poveri, o più onesti, non hanno sostituito impianto e radiatori e naturalmente stanno al freddo pagando più di quello che consumano.

L’amministratore eletto è keyesiano.

Pertanto, senza intervenire sui potenti che si scaldano per più di quello che pagano, decide di aumentare la produzione di calore della caldaia fino ad ottenere che l’appartamento peggio servito dell’impianto abbia la temperatura di progetto pari a 20°C. Egli conta sul fatto che il sistema dovrebbe autoregolarsi perché chi ha gli impianti nuovi dovrebbe essere costretto a ridurre i consumi intervenendo sulle valvole in modo da non scoppiare di caldo, mentre chi era al freddo ottiene tutto il calore necessario e così le spese si riassestano riportando i costi sostenuti dai condomini ai loro effettivi consumi. Pensa cioè che chi consumava di più ridurrebbe, mediante le valvole di regolazione, i consumi di calore a quanto doveva pagare e chi consumava di meno avrebbe  aumentato i consumi di calore a quanto effettivamente pagava perché il minor consumo degli impianti nuovi avrebbe permesso di alimentare adeguatamente gli impianti non ristrutturati.

Durante la stagione di riscaldamento tutti erano felici ed allegri  perché le case erano calde ed accoglienti e l’impianto funzionava egregiamente. Però i più ricchi, per tema di restare al freddo, invece di ridurre l’apertura delle valvole per mitigare il caldo aprono le finestre determinando una perdita di calore.

Quando arriva il conteggio a consuntivo delle spese condominiali si trova che il conguaglio sulle spese di riscaldamento è astronomico e tutti devono versare cifre molto maggiori rispetto agli anni precedenti.

L’amministratore keynesiano viene cacciato perché sprecone e sostituito da un Friedmano con idee monetariste, ovvero sparagnino.

Questi dice: risparmiamo. Se fissiamo la spesa per il riscaldamento a 100, dobbiamo spendere solo fino a 100. Magari con una tolleranza del 3% in più o meno in base alla situazione climatica effettiva. Ma se spendiamo di più del previsto metterò una multa, da me fissata, che servirà per le spese straordinarie del condominio e per remunerarmi dei fastidi dell’amministrazione.

All’inizio tutti sono scontenti della situazione perché la maggior parte dei condomini, compresi quelli che hanno rifatto gli impianti proditoriamente, stanno al freddo. Questi, ultimi, però, visto che hanno denaro, chiamano nuovamente il termista ed aggiungono altri corpi scaldanti e così ritornano a stare al caldo.

Tutti gli altri vedono calare la quantità di calore disponibile per loro e si trovano ancora più al freddo e devono pagare una percentuale maggiore di calore utilizzato da quelli ben attrezzati.

A questo punto cosa accadrà?

Se i condomini con riscaldamento insufficiente saranno la maggioranza l’amministratore alla prima riunione di condominio sarà cacciato. Se verrà mantenuto il sistema sparagnino ci sarà una quota crescente di insoddisfatti che si lamenterà dell’amministratore con le conseguenze più varie a seconda del tipo di persone che abitano nel condominio e ci sarà una maggiore litigiosità.

Questa similitudine ha lo scopo di far capire come la mancanza di equilibrio termico e quindi economico determina nel primo caso perdite per sprechi mentre la seconda metodologia implica disparità di trattamento tra le persone.

Lo stesso accade se si usano i sistemi keynesiani o monetaristi per gestire l’economia delle nazioni. I due metodi non sono sperimentali, ma derivati da astratte teorie e quindi non rispettano il principio dell’equilibrio economico (Ovvero la somma di tutti gli input deve essere pari a tutti gli output) e rende impossibile ottenere un equilibrio finanziario.  Nel caso dell’economia keynesiana si ottiene un deficit di bilancio per sprechi e perdite che vengono poi imputati ai cittadini quando prevale la logica monetaristica. Questa è impostata ideologicamente come un sistema basato sulla ineguale distribuzione del reddito e sostanzialmente è invocata dai sistemi che si rifanno al liberismo radicale. Ma gli squilibri che comporta possono minare i presupposti della convivenza civile.

Non si può sic et simpliciter dire che la politica della Germania contraria al deficit di bilancio è sbagliata, tutt’altro; è corretta e condivisibile; né si può dire che si devono costituire titoli di debito europei per sostenere la spesa perché questi dovrebbero rigorosamente essere solo usati per investimenti in attività industriali, di servizi e delle loro necessarie infrastrutture. Siccome a memoria d’uomo i bond statali sono serviti a tutto tranne che per questo si può ragionevolmente pensare che saranno origine di altri sprechi e quindi di successive restrizioni per i cittadini che lavorano per ripianare un ulteriore debito derivante da sprechi.

D’altra parte l’economia dettata dalle banche private che vorrebbe il rientro del debito pubblico ed un tetto alle spese determina un aumento delle diseguaglianze sociali.

Il motivo di tutto ciò è nel trattato di Maastricht. Infatti con quello si è tolta una parte importante e fondamentale ai bilanci degli stati europei ovvero il diritto di signoraggio. Per inciso: non si capisce perché è stato ceduto alle banche private creando anche un problema di controllo della massa monetaria e quindi dell’inflazione. Come noto, infatti, sono le banche a fare massa monetaria ed il controllo viene esercitato dalla BCE che, appunto, appartiene alle banche. Quindi controllati e controllori sono gli stessi.

Uno stato ben gestito dovrebbe utilizzare tutte e tre le fonti finanziarie:

  1. Il signoraggio
  2. Il debito
  3. Le tasse

Ognuna di queste deve essere usata solo per le attività che le competono.

La prima per integrare la quantità di moneta necessaria per coprire tutte le transazioni in atto.

La seconda per gli investimenti che generano una redditività macroeconomica in grado di ripagare capitale e interessi del debito.

La terza per tutto il resto (le tasse dovrebbero essere fonti di liquidità a breve termine).

                            

Questo è il metodo di governo che corrisponde ad un amministratore di condominio che costringe i condomini a rifare tutti gli impianti di riscaldamento, cercando di utilizzare le tecnologie più moderne e che riesce ad imputare i costi del calore in misura pari all’effettivo utilizzo.

Notiamo infine che se si cede una quota eccessiva del signoraggio alle banche per effetto di valori di riserva obbligatoria troppo bassi (come accade attualmente) gli Stati avranno sempre più carenza di risorse e quindi aumenteranno il debito; se questo aumenta i relativi interessi ridurranno ancor più le risorse.

Questo è in sintesi il trattato di Maastricht: l’asservimento del potere politico degli Stati alle risorse del sistema finanziario.

Evitiamo perciò le semplificazioni della Germania cattiva che si oppone alla crescita e ad Hollande buono che vuole la crescita. Entrambe le posizioni sono buone se non sono né keynesiane né monetariste, ma rispettano i diritti di chi produce le risorse in prodotti e servizi che poi vengono sintetizzati nel Prodotto interno lordo.

Per i precedenti della gestione dell’economia da parte dei politici, possiamo tranquillamente pensare che siamo ancora in fase monetarista, stiamo entrando in fase keynesiana con aumento del debito pubblico e poi torneremo in fase monetarista con restrizioni per tutti e rapina di quanto ci siamo sudato.

Quindi nihil novi sub sole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: