La letteratura scientifica di Elsa Fornero in relazione al suo modo di rapportarsi.

7 Feb

Le relazioni scientifiche della prof. Elsa Fornero si possono scaricare dal sito http://cerp.unito.it/index.php/en/publications.

Riguardano questioni abbastanza varie sul tema previdenziale, economico, finanziario, pensionistico.

Si tratta di studi aventi tutti lo stesso schema:

  1. analisi del problema
  2. modello di calcolo
  3. valutazione dei risultati

oltre al riassunto ed alle conclusioni.

Lo stile è tipicamente accademico, ma si osserva una trattazione molto superficiale delle valutazioni in condizione di incertezza, in particolare quando si parla di avversione al rischio.

Mi riferisco in particolare alla working Paper n. 123 con il titolo:

Explaining why, right or wrong, Italian Household do not like reverse mortgages.

(http://en.wikipedia.org/wiki/Reverse_mortgage)

La valutazione dell’avversione al rischio di un potenziale utilizzatore dello strumento finanziario è realizzata in un modo molto strano:

Viene fatto un test per accertare la conoscenza finanziaria del potenziale utente del reverse mortgage con alcune domande che determinano un punteggio di abilità come queste:

Guadagno

Immagina di essere in una stanza dalla quale si può uscire attraverso due porte: se si sceglie quella giusta, si vincono 10.000 €; se si sceglie quella sbagliata non si vince nulla. Naturalmente, non si sa quale sia la porta giusta. 

È anche possibile scegliere una porta posteriore e prelevare un importo fisso. 

Risposta: Si /no alla scelta della porta posteriore.

  • Se ho offerto € 100 per la porta posteriore, sceglierebbe tra le due porte o la porta sul retro?

 (Continua alla domanda successiva, se no.)

  • E se ho offerto 500 €? E se ho offerto 1.500 €? […] E se ho offerto 9.000 €?

Perdita

Immagina ora una situazione più difficile. È ancora possibile uscire dalla stanza attraverso due porte, ma se si sceglie quella corretta non si vince niente, se si sceglie quella sbagliata, perdi 10.000 €.

Si può anche scegliere una terza porta e perdere un importo fisso.

  • Vuoi pagare € 9.000 per uscire per la porta posteriore? 

Questo test potrebbe servire, con altre informazioni che qui mancano, per costruire la curva di avversione al rischio per il denaro, ma viene usato per tutt’altro scopo.

Questo è un tipico esempio di scelta in condizioni di incertezza che comporta la costruzione di un albero decisionale con l’indicazione delle probabilità e delle utilità di ogni esito derivante dalle scelte. Ogni persona ha una differente risposta al rischio in base al patrimonio su cui può contare e al valore che attribuisce al denaro secondo delle proprie curve personali.

Inoltre l’accettazione della porta posteriore senza sapere a priori (almeno dal testo così sembra) se comporta perdite (e di quale importo massimo) o vantaggi non può essere trattata in questo modo in quanto è molto più fortemente soggettiva la risposta individuale in merito, che comunque non è né giusta né sbagliata, ma può essere solo coerente con le idee del decisore.

Non si capisce da quale regola derivi il giusto o sbagliato degli autori: hanno ricevuto l’informazione per opera divina o semplicemente si attengono alla media delle persone, o altro? Comunque nell’articolo non viene detto.

La mancanza della variabile coerenza nelle scelte è un indicatore molto negativo sulla validità della teoria espressa perché quest’ultima manca di uno degli elementi fondamentali per la comprensione delle scelte per persone non psicotiche o non neurotiche.

Non è possibile, in un paese dove venga rispettata la libertà dei cittadini, discettare su come le persone debbano comportarsi nelle loro scelte fornendo dei precisi modelli a cui bisogna attenersi specialmente se non si tiene conto di variabili essenziali.

Non è il solo punto problematico delle opere scientifiche della Prof. Fornero. In tutte si osserva questa tendenza a dare dettami su quale è la scelta giusta senza tenere conto che ci sono altre possibilità altrettanto valide in condizioni di libera scelta.

La verità non è necessariamente quella che scrivono gli autori è, invece una conseguenza di precise regole che devono essere per libera scelta accettate. Non esistono regole a cui siamo obbligati a soggiacere.

Nel caso dell’articolo siamo certi che non si tratta di verità, se non in termini relativistici, infatti le premesse sono errate perché non coerenti, come abbiamo dimostrato.

Questo probabilmente dipende dalla totale mancanza di conoscenza dei metodi di valutazione in condizione di incertezza (forse gli autori conoscono il vecchio MiniMAx, e le valutazioni per punti sulla cui validità non crede più nessuno tranne loro, ma non credo che abbiano esperienza dei metodi dell’ingegneria della conoscenza).

Trovo anche che le complesse formulazioni dei modelli matematici non sono chiare perché non vengono espressi i termini di alcune variabili. Ad esempio non è indicato se il coefficiente di correlazione è un valore assoluto o relativo o percentuale.

La cosa non è senza importanza perché un coefficiente di correlazione superiore al 5% indica che la relazione tra le variabili è aleatoria o addirittura che non esiste.

Capisco che per chi opera in quell’ambito sia facilmente ricavabile, ma una maggiore precisione non guasta anche perché si ha il vezzo di scrivere queste relazioni solo in inglese come se dovesse leggerle tutto il mondo.

Il coefficiente di correlazione è il primo elemento che cercano quelli che leggono questo tipo di relazioni proprio per non perdere tempo dietro a eventuali farneticazioni.

In sostanza un comportamento in cui si stabilisce il vero ed il falso in base agli assunti personali e senza tenere in conto che altri potrebbero avere (legittimamente) opinioni e modi di vivere differenti è un sintomo abbastanza inquietante di come ci troviamo con un governo non di tecnici, ma di politici che scambiano le loro opinioni con la verità anche in contrasto con i fatti sperimentali o con la logica.

In fondo Mussolini faceva lo stesso: scambiava come vero ogni sua opinione; non è pertanto una impressione che dopo le leggi liberticide attraverso riforme che erano ben lungi dalle intenzioni dei costituenti come ad esempio i listoni elettorali (sono praticamente due preconfezionati anziché uno come quelli fascisti) ed altre amenità digerite senza battere ciglio dai nostri politici, oggi siamo daccapo a doverci liberare da una tirannia politica ed economica che si esprime attraverso questi sedicenti tecnici che in realtà sono loro (o chi li manda) oppressori del popolo italiano che non si sa cosa festeggia nel 150° anniversario dell’unità.

Sul problema se sia giusto o sbagliato fare dei “reverse mortgages” gli autori non esprimono una valutazione di carattere micro e macroeconomico forse perché non è difficile capire dov’è il “wrong”.

Ad esempio nulla viene detto se le operazioni di “reverse mortgages” disponibili in Italia siano tali da far pagare interessi su interessi per la capitalizzazione delle rate nel corso del rapporto. Questo elemento, oltre ad altri, sarebbe essenziale per prendere una decisione in quanto fornisce una indicazione del particolare onere derivante dall’operazione e del probabile contenzioso che ne può conseguire.

Gli autori fanno anche dell’accademia sull’inflazione con la domanda:

Supponiamo che un conto bancario produca un interesse del 2% annuo (al netto delle spese e tasse). Se l’inflazione effettiva è del 2% per anno (sempre che non si effettuino prelievi dal tuo conto corrente) dopo due anni, la somma depositata può comprare (selezionare una risposta):

  • Più di quanto non si può comprare oggi
  • meno di quello che si può comprare oggi
  • lo stesso di quanto si può comprare oggi (corretto) 
  • non può rispondere / non capisce.

A parte il fatto, noto anche ai ai minus habens, che il tasso di inflazione è un valore medio che si conosce al termine di un periodo e che per i beni specifici che si dovrebbero comprare si potrebbero avere dei valori anche molto superiori o molto inferiori. Un esempio è l’aumento del prezzo della benzina che proprio grazie alle tasse di questo governo è oggi enormemente superiore alle variazioni del tasso di inflazione ufficiale medio.

Quindi forse la risposta esatta è proprio di chi dice che non può rispondere o chi non può capire.

Fare  previsioni sull’inflazione è un esempio di applicazione dei metodi in condizione di incertezza e non, come sembra, quanto debba essere remunerato il proprio conto corrente per  non avere perdite perché in tal modo si ottengono risultati aberranti.

Se si considera che il modello matematico è basato su questi bei principi si può capire quanto possa valere.

Non so a che cosa servano questi articoli dal punto di vista scientifico, ma ci danno una importante informazione e cioè che abbiamo perso la nostra libertà di cittadini: siamo tornati sudditi e siamo in mano a dei politici dilettanti con tutta l’arroganza di chi crede di essere depositario della verità che, per altro, è ben lungi dal conoscere.

Rimandiamoli all’università, così minimizziamo i danni. Infatti gli studenti non sono obbligati a seguire i loro corsi.

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2 Risposte to “La letteratura scientifica di Elsa Fornero in relazione al suo modo di rapportarsi.”

  1. cesira 30 aprile 2013 a 10:46 #

    Mi scusi ma lei ha completamente frainteso l’articolo!
    Che c’entrano le domande utilizzate per creare un indicatore di avversione al rischio (quella delle porte) con quelle di alafbetizzazione finanziaria?
    Ovviamente non esiste risposta giusta o sbagliata nel primo caso era solo un modo per stabilire se l’intervistato preferisse una somma certa o una aleatoria.
    La domanda sull’inflazione o money ilusion poi é perfettamente standard, quindi la sua analisi non c’entra niente.
    Lei critica il valore scientifico di una ricerca che peró non é in rado di capire e poi parla di sudditanza… le consiglierei vivamente di ripassare un po’ di economia. Forse la smetterebbe di dire tali idiozie.

  2. Anonimo 30 aprile 2013 a 19:33 #

    Capisco che Lei non ha idea di quanto ho detto perchè ignora completamente la scienza di F Ramsey (la invito a leggere i suoi articoli di economia che evidentemente ignora visto quello che scrive) e di L. Wittgenstein. Inoltre è sbagliato prendersela con le modalità di valutazione in condizioni di incertezza che c’entrano parecchio nel discorso. Il suo parere, se osserva bene quello che dice e valuta in termini di logica è contraddittorio e basato su grossi errori di coerenza nel sistema regolatoriio che ella assume alla base delle sue osservazioni. Dovrebbe studiare il libro di Lindeley (making decisions) così capirà dove è quanto non è condivisibile scientificamente l’articolo della Fornero.

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